MEDICI DI FRONTE ALLA DEMENZA NELLA DONNA E NELL'UOMO

27 gennaio 2015

Introduzione

La WHO stima che i 35,6 milioni di persone con demenza nel mondo del 2010 diventeranno 65,7 milioni nel 2030 e 115,4 milioni nel 2050 (1,2). L’incidenza della demenza si raddoppia ogni 5,9 anni, si è passato da 3,1 persone ogni 1000 persone/anno negli anni 60-64, a 175,0 per 1000 persone con età = 95 anni (3). Nei paesi considerati ad alto reddito solo il 15% dei costi totali sono di ordine medico, mentre il resto si distribuisce tra costi per le cure informali e i costi per l’assistenza sociale. L’Istituto Italiano di Statistica stimava in 250.000 il numero di soggetti affetti da malattia di Alzheimer (AD) e demenze similari nel 2005 (4). Considerando tuttavia che le varie e complesse forme di deterioramento cognitivo legato all’età hanno una diagnosi complessa, la loro prevalenza sembra sottostimata. AD è considerata una “malattia famigliare” perché i famigliari di pazienti con AD spesso rappresentano dei pazienti nascosti di seconda istanza, ma non di secondo valore (5).

In termini di carico sul sistema sociale e di salute, la demenza è stimata responsabile dell’11,2 % degli anni totali di disabilità in persone sopra i 60 anni, in confronto con il 9,5% per lo stroke, il 5,0% per le malattie cardiovascolari e il 2,4% per il cancro (6).

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