Alimentazione e rischio di sindrome metabolica nella donna 

1 settembre 2006
Esiste un rapporto preciso tra stile alimentare e rischio di cardiopatia ischemica.

Lo ha dimostrato  uno studio prospettico condotto alla Boston University (Massachusetts) da Barbara Millen e colleghi, su 300 donne di età compresa fra 30 e 69 anni, già arruolate nel Framingham Offspring-Spouse Study e di cui è stato seguito per 12 anni l’apporto di 19 specifici nutrienti. Le donne a rischio nutrizionale più elevato hanno consumato una maggiore quantità di lipidi (totali, saturi e monoinsaturi) e di alcol, invece una quantità minore di fibre e di micronutrienti; maggiori erano inoltre il consumo di sigarette e la circonferenza addominale. In confronto alle donne con il minimo rischio nutrizionale e nei 12 anni di follow-up, quelle nel terzile superiore hanno presentato un rischio 2,3 volte più elevato di sviluppare obesità addominale e tre volte più elevato di presentare una sindrome metabolica. Per gli autori dello studio, si può affermare che un alto rischio nutrizionale composito è un potente fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di obesità addominale e sindrome metabolica.

Millen BE, D’Agostino RB, et al. Nutritional risk and the metabolic syndrome in women: opportunities for preventive intervention from the Framingham Nutrition Study. Am J Clin Nutr 2006; 84: 434-41

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