A dirlo sono le nuove Linee guida basate sull’evidenza per la prevenzione delle malattie cardiovascolari nelle donne, messe a punto da un panel di esperti dell’American Heart Association guidato da Lori Mosca e pubblicate dalla rivista Circulation. Le indicazioni dei ricercatori, basate soprattutto sui risultati del grande Women’s Health Study, suggeriscono infatti che le donne ad alto rischio di accidenti cardio-cerebrovascolari assumano ogni giorno una dose doppia di ASA (325 anziché 162 mg die) rispetto alle indicazioni precedenti. Ma soprattutto, allo scopo di controllare l’aggregazione piastrinica e prevenire così accidenti tromboembolici, consigliano a tutte le donne che abbiano superato i 65 anni di assumere bassissime dosi del principio attivo sintetizzato dal chimico tedesco Felix Hoffmann il 10 agosto 1897.
Per il resto le nuove Linee guida – che integrano e in parte rimpiazzano la precedente edizione del 2004 – rilanciano l’importanza della prevenzione. Particolare attenzione ricevono infatti l’alimentazione e la regolare attività fisica come strumenti per controllare il peso corporeo e altri fattori di rischio cardiovascolare quali diabete, ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa. Ogni donna deve svolgere quotidianamente almeno mezz’ora di movimento, ma il tempo da dedicare all’attività fisica sale a 60 o addirittura 90 minuti qualora sia utile o indispensabile perdere peso. Per quanto riguarda la dieta, le Linee guida reiterano la necessità di consumare pesce almeno due volte la settimana, di preferire alimenti integrali o comunque ricchi di fibre, di lasciare ampio spazio e frutta e verdura. I grassi saturi di origine animale non devono fornire più del 10 per cento dell’energia totale, non si devono assumere più di 300 mg die di colesterolo alimentare né si deve consumare più di un bicchiere di vino al giorno.
I cardiologi statunitensi dedicano infine ampio spazio al controllo dei fattori di rischio, con approcci differenziati in base alle condizioni specifiche di ogni donna e all’eventuale presenza di altri fattori concomitanti che incrementano il profilo globale di rischio. Basti pensare che per tutte le donne si suggeriscono valori di colesterolo LDL contenuti entro i 100 mg/dL, mentre quelli del colesterolo HDL dovrebbero superare i 50 e i trigliceridi non dovrebbero valicare la linea dei 150 mg/dL. Nelle donne ad alto rischio cardiovascolare e/o che hanno già avuto un episodio il target per il colesterolo LDL viene però abbassato a quota 70 mg/dL: precisamente lo stesso valore suggerito per i “colleghi” maschi.