Il diabete favorisce la calcolosi renale 

30 marzo 2007
Sempre piu' persone nel mondo soffrono di calcoli renali, e a complicare le cose ci si mette anche il diabete, che potrebbe essere un fattore di promozione del fenomeno, soprattutto nel caso di calcoli composti da acido urico.

A sostenerlo, una ricerca condotta negli Stati Uniti dalla Mayo Clinic di Rochester, Minnesota, e pubblicata dalla rivista American Journal of Kidney Disease.

I sintomi che si accompagnano ai calcoli renali sono numerosi e comprendono ematuria, dolori addominali e minzione dolorosa, fino a nausea e vomito.  I ricercatori hanno esaminato quindi 3561 pazienti della contea di Olmsted, Minnesota, sofferenti di calcoli renali scelti in base a età e sesso, fra il 1980 e il 1999. E' stato poi riunito un campione di un egual numero di soggetti senza calcoli renali. Gli scienziati hanno selezionato infine pazienti con diabete, ipertensione arteriosa e obesità.

Dopo avere tenuto nella debita considerazione conto gli effetti di età, ipertensione arteriosa e obesità, è stato il diabete ad aggiudicarsi il primato di fattore maggiormente associato alla diagnosi di calcolosi renale. In particolare, nei casi di calcoli di acido urico, l'incidenza del diabete è stata del 40 per cento, contro il 9 per cento fra quelli con calcoli di ogni altro tipo. I pazienti con calcoli di acido urico avevano inoltre un indice di massa corporea che li esponeva a un rischio di diabete cinque volte superiore al normale.

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