La dieta ipoglucidica ama le coronarie “rosa” 

9 novembre 2006
I risultati di un recente studio suggeriscono che nelle donne i regimi dietetici a basso tenore di carboidrati e alto tenore di proteine e grassi non si associano a un aumento del rischio di coronaropatia.

«I regimi dietetici a basso tenore di carboidrati sono consigliati a chi desidera perdere peso e prevenire il rischio di obesità ma la loro sicurezza a lungo termine non è stata accertata» spiega l’epidemiologo statunitense Frank Hu, della Harvard School of Public Health di Boston, Massachusetts. «Abbiamo quindi valutato i dati relativi a 82.802 donne del Nurses' Health Study che avevano completato un questionario validato relativo alla frequenza di assunzione dei cibi».

I dati del questionario sono stati utilizzati per calcolare il punteggio di un regime dietetico a basso tenore di carboidrati, basato sulla percentuale di energia derivata da carboidrati, grassi e proteine (con punteggi superiori indicanti una maggiore assunzione di grassi e proteine e un minor consumo di carboidrati). E’ stata quindi esaminata l'associazione tra punteggio del regime dietetico a basso tenore di carboidrati e rischio di coronaropatia.

«Durante 20 anni di follow-up, abbiamo documentato 1994 nuovi casi di coronaropatia» riprende Hu. «Dopo aggiustamenti multivariati, il confronto tra il rischio relativo di coronaropatia dei decili più alti e di quelli più bassi del punteggio di un regime dietetico a basso tenore di carboidrati è risultato pari a 0,94».

Anche il confronto tra il rischio relativo dei decili più alti e quello dei decili più bassi in base alle percentuali di energia derivata da carboidrati, proteine animali e grasso animale è risultato pari a 0,94, mentre il rischio relativo in base alle percentuali di energia derivata da carboidrati, proteine vegetali e grassi vegetali è risultato pari a 0,70.

Un carico glicemico superiore è risultato invece in forte associazione con un maggior rischio di coronaropatia (rischio relativo per il confronto tra i decili più alti e quelli più bassi pari a 1,90). «Quando vengono scelte proteine e grassi di origine vegetale» conclude pertanto l’autore dello studio «questi regimi dietetici possono moderatamente ridurre il rischio di coronaropatia».

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