Lo afferma uno studio coordinato dall’epidemiologo S. Gallus, dell’Istituto di Ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano in collaborazione con l’Istituto Doxa di Milano, il Dipartimento del Farmaco dell’Istituto superiore di Sanità di Roma e l’Istituto di Statistica medica e Biometria dell’Università di Milano.
In marzo-aprile 2004, allo scopo di raccogliere informazioni aggiornate sulla tendenza del peso corporeo in Italia negli ultimi decenni, gli autori hanno intervistato 2.932 cittadini maggiorenni (1.407 uomini e 1.525 donne) annotando la statura e il peso corporeo.
Il 3,4 per cento della popolazione italiana complessiva (0,9 per cento degli uomini e 5,8 per cento delle donne) è risultato sottopeso (BMI [kg/mq] < 18,5); il 31,3 per cento complessivo (38,4 per cento degli uomini e 24,7 per cento delle donne) era sovrappeso (BMI 25-29,9); l’8,2 per cento complessivo (7,4 per cento degli uomini e 8,9 per cento delle donne) erano gli individui obesi (BMI ≥ 30).
Uno stato di sovrappeso o di obesità è stato riferito dal 14,2 per cento complessivo (20,6 per cento degli uomini e 7,6 per cento delle donne) dei soggetti di 18-24 anni. Le percentuali più elevate di sovrappeso o obesità (51,4 e 10,0 per cento, rispettivamente) sono state trovate tra gli uomini di 45-64 anni e tra le donne ≥ 65 anni (38,8 e 13,8 per cento).
La prevalenza cumulativa del sovrappeso e dell’obesità standardizzata per età e sesso è risultata del 36,0 per cento fra i soggetti con titolo di studio più elevato e del 54 per cento fra gli individui meno scolarizzati; su base geografica, la prevalenza era invece del 32,3 per cento a Nord, del 44,3 per cento al Centro e del 47 per cento al Sud.
«Il sovrappeso è aumentato dal 1983 ai primi anni ’90, per poi arrestare la sua crescita» conclude Gallus. «La prevalenza dell’obesità è invece rimasta ferma all’9-9 per cento nel corso degli ultimi 20 anni».