Medicina: il Nobel 2007 all'italo-americano Mario Capecchi
8 ottobre 2007
Il biofisico italo-americano Mario Capecchi, nato a Verona il 6 ottobre 1937 (ma residente dal 1946 negli Stati Uniti,
dei quali è cittadino dal 1961), non poteva ricevere un regalo più gradito per il suo settantesimo compleanno. Due giorni dopo, l’Assemblea riunita al Karolinska Institutet di Stoccolma gli ha infatti assegnato – insieme con il britannico Martin J. Evans e lo statunitense (ma britannico di nascita) Oliver Smithies – il Premio Nobel 2007 per la Medicina o la Fisiologia «per avere scoperto i principi generali relativi all’introduzione di specifiche modificazioni genetiche nel topo mediante l’impiego di cellule staminali embrionali».

Rappresentazione infografica riassuntiva delle ricerche che hanno portato al premio Nobel 2007 per la medicina Mario Capecchi, Martin J. Evans e Oliver Smithies
La tecnica, conosciuta in tutto il mondo scientifico come
gene targeting, è oggi applicata in ogni campo della ricerca biomedica, da quella di base allo sviluppo di nuovi farmaci. Il
gene targeting consente infatti di “mettere KO” nel topo specifici geni – si parla in questo caso di
knockout mice – e quindi di stabilire il ruolo di ciascuno di essi nel mantenimento della salute e nella genesi della malattia. Finora sono stati “messi KO” nel topo più di 10mila geni (pari a circa la metà del patrimonio genetico dei mammiferi) e si ritiene che basteranno solo pochi anni di lavoro per “mettere KO” l’altra metà del genoma murino.