La salute in Italia: i risultati del Rapporto PASSI 

4 dicembre 2008
Fanno poca attività fisica, parecchi non indossano le cinture di sicurezza in automobile e ancora pochi sono coloro che, tra chi dovrebbe,

si vaccinano contro l’influenza. Nel complesso, tuttavia, la maggior parte degli italiani si ritiene in buona salute. Sono questi alcuni dei dati che vengono fuori dal Rapporto (1782 kB) “Progressi delle Aziende sanitarie per la Salute in Italia” (Passi) 2007, coordinata dal Centro nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto superiore di Sanità (ISS). Oltre 20mila le persone intervistate, selezionate in modo casuale dalle liste delle Anagrafi sanitarie delle Asl partecipanti, in rappresentanza della popolazione italiana generale. La metà degli intervistati è rappresentato da donne. L’età media è di 43 anni. Il 56 per cento ha un livello di istruzione alto (media superiore o laurea) e – nella fascia d’età 18-65 anni – il 64 per cento un lavoro regolare. Ecco una prima sintetica lettura dei dati.

Percezione dello stato di salute

Il 65 per cento delle persone intervistate ha dichiarato di ritenere buono o molto buono il proprio stato di salute. Le persone che però hanno una o più patologie croniche, quelle con un livello di istruzione più basso e quelle che hanno difficoltà economiche hanno una percezione molto meno positiva del proprio stato di salute.

Attività fisica

E’ risultato completamente sedentario il 28 per cento del campione, mentre solo il 33 per cento ha dichiarato di aderire alle raccomandazioni sull’attività fisica. In circa un terzo dei casi, i medici (o altri operatori sanitari) si sono informati al riguardo e hanno consigliato genericamente di svolgere attività fisica.

Abitudine al fumo

Il 31 per cento si è dichiarato fumatore. Quasi tutti gli ex fumatori hanno smesso di fumare da soli. L’84 per cento degli intervistati ha riferito che il divieto di fumare nei locali pubblici viene rispettato sempre o quasi sempre. Secondo l’85 per cento, il divieto sul fumo sul luogo di lavoro è stato rispettato sempre o quasi sempre, mentre il 66 per cento ha dichiarato che nelle proprie abitazioni non è permesso fumare.

Situazione nutrizionale e abitudini alimentari

Il 32 per cento del pool Passi è risultato in sovrappeso, mentre gli obesi erano l’11 per cento. Il 57 per cento delle persone con eccesso ponderale ha riferito che un medico o un altro operatore sanitario gli ha consigliato di fare una dieta per perdere peso e il 37 per cento ha dichiarato di aver ricevuto il consiglio di fare regolarmente attività fisica. Il consumo di frutta e verdura è risultato abbastanza diffuso, anche se solo il 10 per cento ha aderito alle raccomandazioni internazionali consumandone cinque volte al giorno.

Consumo di alcol

Il 61 per cento della popolazione tra 18 e 69 anni ha riferito di aver consumato almeno un’unità di bevanda alcolica nell’ultimo mese e il 16 per cento aveva abitudini di consumo considerate a rischio (complessivamente l’8 per cento beveva fuori pasto, il 7 per cento era un bevitore binge e il 4 per cento era un forte bevitore). Secondo le dichiarazioni degli intervistati, gli operatori sanitari si sono informati poco frequentemente (16 per cento) sulle abitudini di consumo alcolico dei loro assistiti e hanno consigliato solo raramente (9 per cento) alle persone a rischio di moderarne il consumo.

Sicurezza stradale

L’uso dei dispositivi di sicurezza non è ancora del tutto soddisfacente. Mentre l’82 per cento delle persone intervistate ha dichiarato di utilizzare in modo sistematico la cintura di sicurezza sedendo nei posti anteriori, solo il 19 per cento ha utilizzato sempre la cintura sui sedili posteriori. Il 13 per cento degli intervistati ha dichiarato, inoltre, di aver guidato sotto l’effetto dell’alcol nel mese precedente all’intervista, e il 10 per cento di essere stato trasportato da un conducente che guidava sotto l’effetto dell’alcol.

Vaccinazione antinfluenzale

Solo il 28 per cento delle persone tra i 18 e i 64 anni, con almeno una condizione a rischio per le complicazioni dell’influenza (malattie respiratorie croniche, diabete, tumori, malattie cardiovascolari), ha dichiarato di essersi vaccinato durante la stagione 2006/2007.

Vaccinazione antirosolia

Per eliminare la rosolia congenita è necessario che il numero di donne suscettibili alla rosolia sia inferiore al 5 per cento. La percentuale di donne suscettibili o con stato immunitario sconosciuto è invece risultata pari al 45 per cento.

Rischio cardiovascolare

Il 22 per cento degli intervistati, tra i 18 e 69 anni, ha dichiarato di essere iperteso e, tra questi, il 71 per cento era in trattamento farmacologico. Al 17 per cento non è mai stata misurata la pressione arteriosa. Un quarto della popolazione ha dichiarato di avere valori elevati di colesterolemia e, tra questi, il 25 per cento era in trattamento farmacologico. Il 23 per cento ha riferito di non aver mai misurato il colesterolo. La carta del rischio cardiovascolare è ancora scarsamente utilizzata da parte dei medici: solo il 7 per cento degli intervistati con età compresa tra 35 e 69 anni ha riferito che il proprio medico gli ha valutato il rischio cardiovascolare.

Infortuni domestici

Nonostante la frequenza degli infortuni, la percezione del rischio infortunistico in ambito domestico non è elevata: il 91 per cento degli intervistati, infatti, ritiene questo rischio basso o assente. La percentuale degli intervistati che ha ricevuto informazioni sugli infortuni domestici è limitata al 28 per cento: tra questi, il 30 per cento ha messo in atto misure per rendere più sicura la propria abitazione.

Depressione

Il 9 per cento delle persone intervistate riferisce di aver avuto, nelle due settimane precedenti l’intervista, sintomi di depressione. Tra queste, quasi la metà (47 per cento) non ha chiesto aiuto ad alcuno, mentre solo il 40 per cento si è rivolta a un medico per questo problema.

Screening del tumore del collo dell’utero

L’83 per cento delle donne tra 25 e 64 anni ha effettuato almeno un Pap test nella vita, ma soltanto il 73 per cento l’ha eseguito negli ultimi tre anni come raccomandato.

Screening del tumore della mammella

L’84 per cento delle donne tra 50 e 69 anni ha effettuato almeno una mammografia nella vita, ma una proporzione minore (68 per cento) l’ha eseguita negli ultimi due anni come raccomandato.

Screening del tumore del colon-retto

Solo il 19 per cento delle persone con 50-69 anni ha eseguito, a scopo preventivo, un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci negli ultimi due anni e il 9 per cento una rettosigmoidoscopia o una colonscopia negli ultimi cinque anni.


Tratto da cardiometabolica.org, un sito a cura della Fondazione Italiana per il cuore realizzato grazie ad un educational grant della Fondazione Giovanni Lorenzini.