Okkio alla Salute: l’obesità infantile in Italia
10 ottobre 2008
In Italia, ogni 100 bambini della classe terza elementare, 24 sono in sovrappeso e 12 sono obesi. Nel complesso, si stima che...
...oltre un milione di bambini tra i sei e gli undici anni abbia problemi di obesità e sovrappeso: più di un bambino su tre. Dati e stime sono frutto del progetto Okkio alla salute (291 kB), un’indagine condotta nelle scuole italiane dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali e coordinata dall’Istituto superiore di Sanità, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, 18 Regioni italiane e con la partecipazione dell’Istituto nazionale di Ricerca e Nutrizione.
«Sono dati allarmanti» ha affermato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini «che mostrano come il problema obesità non sia solo una questione sanitaria, ma soprattutto educativa e sociale. Serve un approccio intersettoriale che, a partire dalla tutela della salute futura, coinvolga tutti gli attori in gioco, in primis la famiglia, poi la scuola, le istituzioni fino alle aziende produttrici». E ancora: «Va assolutamente rivalutata l’attività fisica» ha proseguito il sottosegretario «oggi carente nella scuola italiana: auspico il ritorno ai Giochi della gioventù, che tenevano impegnati i bambini in una fascia di età importante per il loro futuro. Insomma, bisogna cominciare a pensare e trattare l’obesità e il sovrappeso come una patologia seria che produce malattie invalidanti nell’età adulta».
L’indagine rappresenta il primo monitoraggio sulla popolazione in età evolutiva condotto con strumenti e parametri uniformi, in accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in grado di fornire l’esatto quadro del fenomeno in Italia e dati omogenei e confrontabili, utili per programmare e valutare gli interventi di prevenzione delle malattie croniche.
Lo studio, condotto da 1.028 operatori del Servizio sanitario nazionale appositamente formati, ha misurato il peso e l’altezza di circa 46mila bambini in 2.610 scuole elementari, calcolandone l’indice di massa corporea (IMC), e consegna una mappa relativa al sovrappeso e all’obesità dei bambini italiani che mostra differenze significative tra regione e regione, soprattutto tra Nord e Sud.
In particolare, se il sovrappeso appare piuttosto diffuso con valori vicini alla media nazionale del 24 per cento nelle diverse aree del Paese, per quanto riguarda l’obesità si riscontrano picchi maggiori con scostamenti rilevanti dalla media nazionale in alcune regioni del Sud, con in testa la Campania che ha un tasso di obesità del 21 per cento, seguita dalla Sicilia e dalla Calabria, rispettivamente con il 17 e il 16 per cento, contro una media nazionale del 12 per cento e valori minimi del 7 per cento in Sardegna e del 4 per cento in Friuli Venezia Giulia.
L’indagine ha permesso anche di raccogliere dati sulle abitudini alimentari, sull’attività fisica e sulla percezione del problema da parte dei genitori. Tra le cattive abitudine alimentari prevale una prima colazione assente o scorretta. Infatti, l’11 per cento dei bimbi la salta e il 28 per cento non la fa in maniera adeguata. La merenda contiene invece troppe calorie (più di 100), e quasi un bambino su quattro non consuma frutta né verdura.
Dai risultati dell’indagine, sembra che in Italia anche l’attività fisica non abbia la sua giusta collocazione: molta televisione e videogiochi e poca attività fisica, sia a scuola sia a casa. La metà dei bambini, infatti, ha un televisore nella propria cameretta e solo un bambino su dieci svolge il livello di attività fisica raccomandato per l’età. La percezione del problema da parte dei genitori sembra inversamente proporzionale alla frequenza statistica del peso in eccesso: quattro su dieci mamme di bimbi in sovrappeso non ritengono che il proprio figlio abbia un peso eccessivo rispetto all’altezza. Anche la quantità di attività fisica sembra non avere la giusta valutazione.
Materiali e metodi
L’indagine, effettuata su un campione rappresentativo di bambini frequentanti la terza classe della Scuola primaria (8 anni), ha consentito la raccolta di dati riguardanti:
- peso e altezza, con calcolo dell’IMC e della prevalenza di sovrappeso e obesità, secondo standard internazionali;
- abitudini alimentari dei bambini;
- attività fisica svolta e comportamenti sedentari;
- percezione del problema da parte dei genitori;
- caratteristiche dell’ambiente scolastico.
La raccolta dati, effettuata nel maggio 2008, ha prodotto quanto segue:
- campione di 2.610 scuole elementari;
- 45.590 bambini misurati e intervistati con un breve questionario;
- solo 3 per cento di rifiuti alla partecipazione dei figli da parte dei genitori;
- 46.469 questionari compilati dai genitori;
- questionario sulle caratteristiche dell’ambiente scolastico compilato da tutti i direttori.
RisultatiLa prevalenza di sovrappeso ed obesità è risultata molto elevata a livello nazionale:
- 23,6 per cento dei bambini sovrappeso;
- 12,3 per cento dei bambini obesi.
Più di un bambino su tre, dunque, ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età. Riportando questi valori a tutta la popolazione dei bambini di 6-11 anni, si arriva a una stima di più di un milione di bambini in sovrappeso o obesi in Italia.
Si evidenziano inoltre significative differenze tra le diverse Regioni:
- dal 49 per cento di bambini sovrappeso o obesi in Campania
- al 23 per cento nella stessa condizione in Valle D’Aosta.
Generalmente le Regioni del sud hanno valori più elevati.
Abitudini alimentari dei bambiniL’indagine ha permesso di raccogliere informazioni sulle abitudini alimentari dei bambini. In particolare, per quanto riguarda l’abitudine alla prima colazione, il consumo di frutta e verdura e di bevande zuccherate, si è riscontrato che:
- l’11 per cento dei bambini non fa colazione;
- il 28 per cento la fa in maniera inadeguata;
- l’82 per cento fa una merenda a scuola qualitativamente scorretta;
- il 23 per cento dei genitori dichiara che i propri figli non consumano giornalmente frutta né verdura;
- solo il 2 per cento dei bambini supera le quattro porzioni giornaliere di frutta e/o verdura;
- il 41 per cento dei bambini beve ogni giorno bevande zuccherate, e il 17 per cento le beve più di una volta al giorno.
Attività fisica- Un bambino su quattro non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine;
- solo un bambino su dieci ha un livello di attività fisica raccomandato per la sua età;
- un bambino su due trascorre più di due ore al giorno davanti alla televisione o ai videogiochi;
- la metà dei bambini dispone di un televisore nella propria cameretta.
Percezione dei genitoriI dati sulla percezione da parte dei genitori della situazione nutrizionale del proprio figlio indicano che:
- circa quattro su dieci mamme di bambini con sovrappeso/obesità non ritengono che il proprio figlio abbia un peso eccessivo rispetto alla propria altezza;
- molti genitori, in particolare di bambini sovrappeso/obesi, sembrano non valutare correttamente la quantità di cibo assunta dai propri figli.
La situazione è simile anche per quanto riguarda la percezione che le madri hanno in merito al livello di attività fisica dei propri figli:
- solo un genitore su due ha una percezione che sembra coincidere con la situazione reale.
Ambiente scolasticoLe informazioni sull’ambiente scolastico, raccolte attraverso il questionario compilato dai dirigenti scolastici hanno evidenziato che:
- il 64 per cento delle scuole possiede una mensa;
- nel 12 per cento delle scuole sono distribuiti ogni giorno alimenti sani (frutta, latte, yogurt);
- il 71 per cento delle classi svolge due ore di attività motoria durante la settimana;
- il 79 per cento delle scuole ha inserito nei propri programmi approfondimenti in tema di nutrizione;
- il 90 per cento ha inserito nei propri programmi iniziative di promozione dell’attività motoria;
- il 64 per cento ha intrapreso iniziative di educazione alimentare.
ConclusioniIn conclusione, il primo anno di attività di “Okkio alla salute” ha permesso di raccogliere informazioni rappresentative e tempestive in tempi brevi e a costi limitati su aspetti importati della salute dei bambini italiani, e inoltre ha permesso di creare un’efficiente rete di collaborazione fra gli operatori del mondo della scuola e quelli della salute. La diffusione di questi risultati e la ripetizione nel tempo di tale indagine, tanto da farne in futuro un vero sistema di sorveglianza che consenta la costruzione di trend temporali dei fenomeni indagati, può permettere di condividere una maggiore consapevolezza della necessità di impegnarsi per la prevenzione dell’obesità e la promozione della salute dei bambini in generale, e rappresenta la base per azioni di prevenzione nell’ambito di comportamenti e stili di vita che possono avere una ricaduta sulla salute.