Cardiolab: ricetta tibetana per cuori italiani a rischio 

15 dicembre 2007
Sei italiani su dieci lamentano stress cronico, sono sovrappeso o addirittura obesi e confessano di non fare alcuno sport; uno su cinque fuma e uno su tre...

...ha la pressione arteriosa e il colesterolo fuori soglia. Risultato: quasi la metà di loro ha il cuore a rischio. Questi gli italiani secondo la fotografia scattata da “Cardiolab”, progetto di prevenzione cardiovascolare che dal 2003 a oggi ha raggiunto circa 35mila connazionali in 111 località della penisola. I dati dell'iniziativa sono stati diffusi nei giorni scorsi a Milano durante un incontro sul programma “Cardiolab in India”, che in ottobre ha portato un gruppo di medici di medicina generale italiani a Dharamsala, città natale del Dalai Lama e centro nevralgico del governo tibetano in esilio dal 1959.

Dal “cardiotour” della penisola emerge un quadro ben poco rassicurante. Delle persone visitate, nel 75 per cento dei casi ultra 50enni, il 58,5 per cento risulta obeso o sovrappeso, il 46 per cento ha una storia clinica significativa per rischio cardio-cerebrovascolare, l’8,5 per cento mostra anche una forma di diabete, il 21 per cento fuma (e nel 13 per cento dei casi fuma più di un pacchetto al giorno), il 60 per cento è stressato, quasi un terzo è iperteso (considerando anche le ipertensioni lievi), il 34 per cento ha il colesterolo alto e il 63 per cento dichiara infine di non fare attività fisica o di praticarne una molto saltuariamente. Complessivamente, il 46 per cento degli italiani esaminati ha un livello di rischio medio o alto in base ai parametri delle Carte europea e italiana. Tale da giustificare un intervento di prevenzione più incisivo e di informazione sugli stili di vita più sani, concludono i promotori.

Nella stessa occasione Pasang Y. Ayra, rettore dell’Istituto di medicina tradizionale tibetana Men-Tsee-Khang (e archiatra del Dalai Lama), ha presentato la sua “ricetta di lunga vita”, che si può sintetizzare nell’invito a conoscere meglio e quindi rispettare se stessi. Un mix di dieta  su misura in base alla costituzione di ciascuno, lotta allo stress e agli eccessi, compresi quelli natalizi e rispetto per i “tempi” del proprio organismo: dormire quando se ne sente il bisogno e prendersi il tempo che occorre per conseguire un benessere reale.

Secondo l’esperto, la salute del cuore dipende da noi. «Nel mondo ci sono tante cose che non possono cambiare» ha spiegato Ayra «ma la dieta e gli stili di vita sono nelle nostre mani». Lo specialista ha riassunto i principi cardine della medicina tibetana, in cui «il concetto di cuore e di malattie cardiovascolari si differenzia moltissimo dal pensiero occidentale. Secondo la nostra medicina, tra le più antiche del mondo insieme a quella ayurvedica e a quella cinese» ha ricordato «il cuore è infatti la sede della consapevolezza mentale, dell’energia vitale e della durata della vita. E le malattie cardiache, come pure i disturbi psicologici ed emozionali, sono da imputare all’energia vitale che risulta in quale modo ostacolata».

Per la medicina tibetana, “elemento” del cuore è il vento, che «controlla la funzione della mente e del corpo ed è regolato dal cuore e dai polmoni» ha spiegato il medico del Dalai Lama continuando: «In qualche modo, il vento corrisponde al sistema nervoso. E “avere il vento nel cuore” è una delle tre principali patologie che possono colpire il nostro sistema cardiovascolare». Un malessere epidemico della vita moderna “all’occidentale”, ma non solo: «Un disagio causato da stress e preoccupazioni, che si manifesta come fobia, panico e psicosi, ma anche come ipertensione, respiro corto, battiti irregolari e dolori a collo e spalle» ha elencato Arya.

Come placare, dunque, questo “vento nel cuore”? «Rallentare i ritmi e allentare lo stress» è il consiglio dell’esperto. «Capire come siamo fatti e quali sono gli ingredienti giusti sui quali basare la nostra dieta; evitare grassi, fumo, alcol e ogni altra sostanza che trasforma il nostro corpo e finisce per “avvelenarlo”. Insomma, ascoltarsi di più». Fuggendo da schemi e orari imposti per recuperare una piena armonia con se stessi.


Tratto da cardiometabolica.org, un sito a cura della Fondazione Italiana per il cuore realizzato grazie ad un educational grant della Fondazione Giovanni Lorenzini.