L'integrazione della medicina di genere nella pratica clinica (Parte II) 

22 dicembre 2009
DIFFERENZE DI GENERE SULL'IMPATTO DEI FATTORI DI RISCHIO NELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI, NEL DIABETE E NELLA SINDROME METABOLICA: ABBIAMO DATI SUFFICIENTI PER DIFFERENZIARE IL TRATTAMENTO NELLE DONNE?

La CHD (Coronary Heart Disease) è la prima causa di morte nelle donne in tutti i paesi industrializzati. I fattori di rischio classici per l’aterosclerosi sono stati studiati più negli uomini che nelle donne, e il loro impatto è diverso tra i generi: il diabete è molto più pericoloso per le complicanze cardiovascolari nelle donne, i profili lipidici influenzano in modo diverso l'aterogenesi nelle donne (colesterolo-HDL, trigliceridi e colesterolo non HDL sono più importanti del colesterolo totale e del colesterolo-LDL); biomarcatori dell'infiammazione come proteina C reattiva citochine sembrano essere più elevati in presenza di fattori di rischio nelle donne. La sindrome metabolica è uno dei cluster più importanti dei fattori di rischio ed ha una prevalenza del 60% nelle donne sopra i 65 anni di età. Tuttavia, le donne sono meno trattate per diabete, dislipidemie, ipertensione e obesità e si raggiunge molto meno l'obiettivo del trattamento. Dal punto di vista biologico, l'obiettivo principale dei fattori di rischio è quello di danneggiare la funzione endoteliale della parete delle arterie. Gli estrogeni hanno un effetto molto positivo sulla funzione endoteliale e questo potrebbe essere una delle differenze più importanti tra i generi per la vulnerabilità nei confronti dell’aterosclerosi. Questo dà ragione anche del fatto che le donne sviluppano CHD 10 anni dopo gli uomini. Tuttavia, una recente ricerca su infarto miocardico acuto recente nelle donne e uomini, descrive forti differenze di estensione delle lesioni coronariche così come del profilo dei fattori di rischio, e suggerisce che le differenze di genere nei meccanismi alla base del processo dell’aterosclerosi, necessitano di un ulteriori valutazioni. L’Evidence Based Medicine per la prevenzione della malattia cardiovascolare nelle donne è scarsa, e le Linee Guida sulle donne sono ottenute da popolazioni non adatte. Come dovrebbero essere trattate le donne in prevenzione primaria e secondaria per le malattie cardiovascolari nel nostro lavoro quotidiano?

Aspettativa di vita e mortalità





Diabete e Malattie Cardiovascolari (MCV)



Il diabete aumenta il rischio di CHD di circa 2-3 volte negli uomini.
Il diabete aumenta il rischio di CHD di circa 3-7 volte nelle donne.
Nelle donne diabetiche la mortalità per CHD non è ridotta nelle ultime decadi di vita.

Quadro lipidico



Il colesterolo non HDL sembra essere un miglior fattore predittivo per la mortalità per Malattia Cardio Vascolare - MCV nelle donne. I Trigliceridi elevati e bassi valori di colesterolo HDL sono strettamente associati alla mortalità per MCV nelle donne. Le LDL piccole e dense aumentano dopo la menopausa. Non vi sono dati statisticamente significativi su differenze di genere sui farmaci ipolimemizzanti.

Ipertensione





La prevalenza di ipertensione è maggiore nelle donne anziane rispetto agli uomini anziani. L’ipertensione nelle donne giovani in premenopausa è maggiormente associata alla mortalità per MCV rispetto alle donne anziane. L’ipertensione nelle donne aumenta maggiormente il rischio di mortalità totale e per MCV rispetto agli uomini.

Fumo



Sindrome Metabolica



"L'infiammazione cronica può rappresentare un fattore scatenante per l'origine della sindrome metabolica: stimoli, come un’alimentazione scorretta, l'inattività fisica e l'invecchiamento potrebbero portare a un’ipersecrezione di citochine ed eventualmente a insulino-resistenza e diabete in individui geneticamente o metabolicamente predisposti. In alternativa, la resistenza alla azione anti-infiammatoria dell’insulina si tradurrebbe in maggiori livelli circolanti di citochine pro-infiammatorie con conseguente persistente basso grado di infiammazione .... " Nutr Metab Cardiovasc Dis 2004,14:228

Vitamina D



Come dovrebbero essere trattate le donne in prevenzione primaria e secondaria  nel nostro lavoro quotidiano?



Giovannella Baggio
Dipartimento di Medicina Interna, Ospedale di Padova
Università di Padova


Tratto da cardiometabolica.org, un sito a cura della Fondazione Italiana per il cuore realizzato grazie ad un educational grant della Fondazione Giovanni Lorenzini.