Nelle forme più gravi di obesità si può programmare un intervento chirurgico.
L’operazione, come ogni atto chirurgico, non è scevra da rischi, ma il medico può consigliarla quando l’eccesso di peso aumenta di molto il pericolo di malattie gravi e addirittura di morte in tempi brevi. Alcune operazioni, infine, si possono effettuare per via endoscopica oppure, sempre evitando la classica laparotomia, per via mini-invasiva, tramite sonde che si inseriscono nell’addome attraverso piccoli fori del diametro di pochi millimetri. Grazie a queste tecniche si possono ridurre le complicazioni legate all’intervento, oltre che le giornate di degenza.
Il palloncino
L’obeso ha uno stomaco dilatato, quindi deve introdurre grandi quantità di cibo per riempire l’organo. Quindi se la capienza dello stomaco è minore l’introito di alimenti si riduce. Su questo principio si basa l’utilizzo di un palloncino realizzato in materiale sintetico. Il dispositivo viene inserito sgonfio nella cavità gastrica durante una normale endoscopia. Una volta che lo strumento è nello stomaco, il medico gonfia il palloncino in base al tipo di riempimento che vuole ottenere: quanto più il paziente ha bisogno di dimagrire, tanto maggiore sarà il volume occupato dal palloncino. Poi, dopo qualche mese, il palloncino viene tolto nel corso di un altro esame. I vantaggi consistono nel fatto che per posizionare il palloncino dimagrante non occorre un intervento chirurgico, che il trattamento è completamente reversibile, che non incide sull’assorbimento dei principi nutritivi e che si può modulare, in base alle necessità del malato, il grado di riempimento dello stomaco. Gli svantaggi sono fondamentalmente due: il palloncino, riposando costantemente su una parte della mucosa, può anche causare piccole ulcere. Esiste inoltre il rischio che si sgonfi, scendendo attraverso il piloro nell’intestino e provocando un’occlusione intestinale, che può essere risolta solo con un intervento chirurgico. In ogni caso, i risultati a distanza di tempo non appaiono completamente soddisfacenti.
Il bendaggio gastrico
L’obiettivo è quello di ridurre il volume dello stomaco. In questo caso si punta quindi a creare un restringimento per ridurre il passaggio di cibo attraverso lo stomaco. Si effettua con un anello di silicone che viene fatto passare intorno allo stomaco e viene poi stretto in base alle necessità. Una volta conclusa la dieta, l’anello può essere tolto e lo stomaco ritorna alle sue dimensioni naturali. Questo trattamento presenta vantaggi significativi: il bendaggio viene collocato in posizione per via mini-invasiva, senza aprire l’addome, viene fissato in pochi minuti e può essere tolto quando si sia ottenuta la riduzione desiderata del peso corporeo. In più è del tutto reversibile. Questo tipo di trattamento si propone gli stessi obiettivi della gastroplastica, un intervento chirurgico messo a punto negli Stati Uniti. L’operazione dura meno di un’ora e consente di creare nella parte superiore dello stomaco una “sacca” che comica con la parte inferiore tramite un piccolo foro. In questo modo si riduce l’introito alimentare. A distanza di anni, tuttavia, questo intervento non sembra dare sempre risultati ottimali.
Il by-pass bilio-pancreatico
Può essere indicato nei casi di grande obesità, perché l’intervento è molto impegnativo e non è reversibile. L’obiettivo è quello di evitare definitivamente l’assorbimento di elementi nutritivi, modificando l’anatomia dell’organismo. L’operazione si chiama “diversione bilio-pancreatica”, dura almeno due ore e prevede diversi passaggi. Prima si elimina una parte di stomaco, riducendo la capacità dell’organo. Poi si collega quella restante con l’intestino tenue, saltando il duodeno. Così facendo si evita che zuccheri e grassi presenti negli alimenti dei cibi vengano modificati e resi assimilabili dalla bile e dagli enzimi del pancreas, che sfociano proprio nel duodeno. L’immissione di bile e succo pancreatico viene invece spostata alla fine dell’intestino tenue, dove la loro azione è quasi nulla. Qualcosa di simile si otteneva anche con un’altra operazione, il by-pass digiuno-ileale, nel qual caso però il cibo arriva direttamente all’ultimo tratto dell’intestino. I vantaggi della diversione bilio-pancreatica sono legati al fatto che l’assimilazione dei cibi è drasticamente ridotta per sempre, mentre continua l’assorbimento di acqua, proteine e sali minerali. Gli svantaggi sono dovuti all’impossibilità di tornare indietro, per cui, una volta ottenuto il calo desiderato del peso corporeo, occorre continuare a seguire le prescrizioni dei medici. Dopo l’intervento è spesso necessario assumere farmaci per prevenire l’ulcera (specie se si è fumatori), supplementi di vitamina D e talvolta anche di ferro.