Le malattie cardiovascolari sono la causa principale di morte nei paesi industrializzati nelle persone adulte, ma i processi patologici iniziano sin dalla giovane età....
....L’obesità è sempre il perno di tutti i fattori di rischio, in quanto svolge un ruolo fondamentale nell’insulino resistenza, nella dislipidemia, nell’ipertensione e nel diabete mellito tipo II. Da sottolineare che il diabete mellito tipo II nei bambini è in crescita. Vi sono diversi studi che hanno evidenziato come l’essere in sovrappeso in giovanissima età è in maniera significativa associato a insulino resistenza, dislipidemia e ipertensione nell’adolescenza e come il perdere peso nei bambini in sovrappeso aumenti la sensibilità all’insulina. L’obesità dunque aumenta il rischio di malattie cardiovascolari negli adulti ed è associata a insulino resistenza non solo nei pazienti con diabete mellito tipo II ma anche nelle persone normoglicemiche. L’associazione tra obesità e insulino resistenza e fattori di rischio cardiovascolare non è solo determinata dal grado di obesità ma anche dalla distribuzione corporea del tessuto adiposo in eccesso. Le persone con obesità centrale sviluppano la sindrome più frequentemente che non le persone con un’obesità periferica. Si conferma che la perdita di peso è associata a una diminuzione di concentrazione di insulina e a un aumento della sensibilità all’insulina sia negli adulti che negli adolescenti. Molta attenzione va dedicata ai bambini che hanno un rischio significativo di sviluppare o di avere il diabete mellito tipo II. Questi bambini sono generalmente in sovrappeso, hanno una familiarità per diabete mellito tipo II, hanno una predisposizione su base etnica (indiani d’America, afro-americani, ispanici, asiatici o abitanti delle isole del Pacifico), hanno segni di insulino resistenza o condizioni associate a insulino resistenza (acanthosis nigricans, ipertensione, dislipidemia, sindrome dell’ovaio policistico). Il diabete mellito tipo II è uno dei principali problemi di salute pubblica per gli adolescenti e il suo trattamento negli adolescenti è simile al trattamento che è utilizzato nelle persone adulte. L’obesità è il primo fattore che deve essere affrontato con una dieta equilibrata in termini quantitavi e qualitativi, con un regolare esercizio fisico. Il documento termina sottolineando come il miglior approccio alla prevenzione delle patologie cardiovascolari in questi giovani pazienti sia il riconoscimento precoce delle situazioni a rischio e l’inizio di una terapia aggressiva.
Fonte: Circulation 2003; 103: 1448-1453
