Con un po' di alcol il diabete si controlla meglio
L’associazione tra consumo di alcol a dosi moderate e riduzione del rischio di sviluppare non solo malattie cardiovascolari...
...ma anche diabete di tipo 2, è supportata da numerose evidenze epidemiologiche e confermata da studi prospettici che dimostrano una riduzione del 40 per cento circa dell’incidenza di tale patologia nei consumatori moderati di bevande alcoliche rispetto agli astemi. Inoltre, alcuni studi osservazionali hanno permesso di rilevare nei diabetici che consumano abitualmente 1-2 drink al giorno una frequenza di coronaropatie molto ridotta rispetto ai diabetici astemi: la riduzione, proporzionalmente, sarebbe maggiore di quella che si osserva, sempre in associazione a moderati consumi di alcool, tra i soggetti sani.

Nei diabetici il compenso glicemico migliora sostituendo una "birra" analcolica con un buon bicchiere di vino
Tra gli studi di intervento nutrizionale disegnati per chiarire i meccanismi alla base dell’effetto protettivo dell’alcol a dosi moderate in pazienti affetti da diabete di tipo 2, il più recente,
pubblicato in anteprima lo scorso 11 settembre da
Diabetes Care online, ha dimostrato i benefici del consumo di dosi moderate di alcool nel controllo della glicemia a digiuno in soggetti con diabete di tipo 2.
In questo studio, condotto dalla nutrizionista israeliana Iris Shai e collaboratori all’Università Ben Gurion di Beer-Sheva, 109 pazienti diabetici di età compresa fra 41 e 74 anni, astemi (che consumavano in particolare meno di un
drink la settimana prima dello studio) e sottoposti a un intervento dietetico mirato secondo le Linee guida dell’
American Diabetes Association, sono stati suddivisi in due gruppi e invitati ad assumere ogni giorno a cena, per tre mesi, 150 ml di birra analcolica (n = 34, gruppo di controllo) o la stessa quantità di vino, indifferentemente rosso o bianco (n = 75, gruppo in trattamento attivo), equivalente a 13 g di alcol. La riduzione della quota energetica complessiva di 100 Kcal nel gruppo che consumava vino ha permesso di ottenere due regimi dietetici di fatto isocalorici.
Analizzando i dati relativi ai 91 pazienti che hanno completato lo studio (83,5 per cento), gli autori hanno rilevato, nei soggetti che avevano assunto quotidianamente vino, una riduzione significativa della glicemia a digiuno, scesa da 139,6 a 118 mg/dL, in confronto all’aumento da 136,7 a 138,6 mg/dL registrato nel gruppo di controllo (p = 0,015). La riduzione era più marcata tra i pazienti che presentavano livelli basali più elevati di emoglobina glicata (HbA1c), cioè che avevano un compenso glicemico meno soddisfacente. Nel gruppo che aveva consumato alcool, al termine dei tre mesi di studio sono risultate ridotte anche la stessa HbA1c, la circonferenza addominale e la colesterolemia-LDL, mentre la colesterolemia-HDL è rimasta curiosamente invariata.
Nessun effetto si è invece osservato sulla glicemia postprandiale: secondo gli autori, l’assenza di benefici su questo parametro potrebbe essere attribuita all’inibizione della gluconeogenesi da parte dell’etanolo, un meccanismo implicato nel controllo della glicemia a digiuno, ma non a stomaco pieno. Tra gli effetti non metabolici dell’alcol, nei pazienti in trattamento attivo è stata registrata anche una significativa riduzione del tempo di addormentamento (p < 0,001).
Nonostante questa ricerca sia basata su un numero piuttosto limitato di pazienti, essa conferma l’efficacia del consumo moderato di alcool sul compenso glicemico e sulla riduzione del rischio cardiovascolare nei soggetti affetti da diabete di tipo 2. «Benché siano necessari ulteriori studi di intervento per confermare gli effetti a lungo termine dell’assunzione di alcol in quantità moderata» concludono pertanto gli autori della ricerca, «il consumo di quantità moderate di etanolo non va probabilmente proscritto tra i diabetici».
Andrea Poli
Nutrition Foundation of Italy
Fondazione italiana per il Cuore