Iniziativa CRI contro la sindrome metabolica 

Si è tenuto lo scorso 24-25 marzo la prima edizione della campagna...

...Misuriamoci, promossa dalla Croce Rossa Italiana con il patrocinio del Ministero della Salute per sensibilizzare gli italiani sulla sindrome metabolica (SM), una patologia ancora poco nota.

Il progetto – realizzato dalla CRI in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e la Federazione nazionale delle farmacie private (Federfarma) – si proponeva in via preliminare di informare i cittadini sulle principali cause della sindrome metabolica (obesità media o grave, ipertensione arteriosa, iperlipidemia e iperglicemia) e, nel contempo, effettuare screening di controllo gratuiti in più di 100 città italiane.

Presso le postazioni allestite della Croce Rossa, gli operatori della CRI e i medici della SIMG si sono messi a disposizione dei cittadini, nel corso della mattinata, dalle 08:30 in poi, per un controllo dello stato di salute. Tutti i maggiorenni che si si sono presentati a digiuno da almeno tre ore hanno potuto compiere l’auto-misurazione della glicemia, della colesterolemia e della trigliceridemia, mentre gli operatori della CRI hanno effettuato la valutazione dell’indice di massa corporea (BMI) e la misurazione del peso corporeo, della statura e del giro vita: fattori primari utili per diagnosticare una condizione di rischio per la sindrome metabolica.

Tutti i partecipanti hanno ricevuto inoltre un simpatico omaggio: un metro per il controllo del giro vita con indicati i valori-limite per l’uomo (102 cm) e per la donna (88 cm).

Nella settimana precedente la manifestazione, le farmacie avevano messo disposizione dei cittadini una scheda in cui riportare i risultati dei test e delle misurazioni condotti presso le postazioni della Croce Rossa. Tale scheda conterrà quindi il quadro clinico di riferimento dal quale partire per eventuali esami successivi e controlli più approfonditi.

Misuriamoci: l’iniziativa

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) già da alcuni anni ha posto l’attenzione su quella che ormai è riconosciuta come una vera e propria epidemia di obesità e diabete (“globesity”), da cui purtroppo neanche l’Italia – un tempo patria della dieta mediterranea – oggi è immune. Alle basi di tale epidemia c’è un’alimentazione troppo ricca di proteine, grassi saturi, zuccheri e sale, cui si aggiunge una crescente sedentarietà e una sempre minore attitudine al movimento e all’attività fisica, sia sul luogo di lavoro sia nel tempo libero.

La conseguenza è che oltre la metà della popolazione italiana (adulta e giovanile) è in sovrappeso, mentre ben quattro milioni di persone (il 25 per cento in più rispetto a 10 anni fa) risultano obese. Anche la presenza di casi di diabete insulino-resistente è sostanzialmente raddoppiata (un problema che tocca ormai il 6-8 per cento degli italiani), mentre i decessi per malattie cardiovascolari ammontano ogni anno a circa 250mila, risultando la prima causa di morte (40 per cento del totale).

Se si aggiunge che un italiano su tre soffre di ipertensione arteriosa e uno su cinque di ipercolesterolemia, ecco riassunto il preoccupante quadro clinico di quella che, da circa 40 anni, viene definita “sindrome metabolica”: una pericolosa associazione di sintomi che vede coesistere ipertensione, obesità, diabete e dislipidemia in soggetti che diventano perciò ad altissimo rischio di eventi cardiovascolari.

In particolare, viene definita a rischio sindrome metabolica la condizione di pazienti che presentino associati tre o più dei seguenti sintomi:

  1. indice di massa corporea (rapporto fra peso corporeo in kg e quadrato della statura in m) superiore a 30;
  2. giro vita superiore a 102 cm per gli uomini e a 88 cm per le donne;
  3. pressione arteriosa superiore a 130 (massima) e 90 (minima) mmHg;
  4. glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dL;
  5. colesterolemia totale superiore a 200 mg/dL;
  6. trigliceridemia totale superiore a 150 mg/dL.
Misuriamoci: la comunicazione

Imparare ad alimentarsi in modo corretto e praticare una moderata attività fisica significa rispettare il proprio corpo e ricercare il benessere psicofisico: in due parole, volersi bene. Per questo il claim della campagna “Misuriamoci” è: “Chi si ama, ci segua”. Per fare ciò risulta fondamentale la prevenzione: molti studi recenti mostrano che la sindrome metabolica può rimanere silente per oltre 10 anni prima di essere diagnosticata. Prevenzione che si traduce nell’adozione di una dieta bilanciata e, in generale, di corretti stili di vita.

Testimonial dell’edizione 2007 di “Misuriamoci” è stato Flavio Insinna, conduttore di una delle più popolari trasmissioni televisive, che ha voluto offrire il proprio contributo ad una campagna di cui condivide lo spirito e il messaggio fondamentale. «Mi piace» ha affermato Insinna «l’invito a fare, una volta tanto, qualcosa non per gli altri ma soprattutto per se stessi. Del resto, volersi bene ed avere cura del proprio stato di salute è il modo migliore per dimostrare di voler bene anche alle persone più care, a chi ci sta vicino e si riflette nel nostro benessere. Per questo credo che sia importante conoscere la sindrome metabolica e imparare a scegliere uno stile di vita che ci aiuti a prevenirla. Anche se poi, come so bene anch’io, chi fa una vita stressata o corre tra mille impegni non sempre riesce a trovare la determinazione per mangiare con attenzione, fare un po’ di movimento ed effettuare controlli medici regolari».

Chi si è recato alle postazioni della Croce Rossa ha ricevuto anche due utili strumenti informativi:
  1. un opuscolo che spiega con linguaggio chiaro e divulgativo che cos’è la sindrome metabolica e come si previene;
  2. un volumetto dal titolo Cibo e salute (curato dal prof. Giuliano Da Villa, presidente della Commissione scientifica istituita dalla CRI per il Progetto) che fornisce consigli pratici per un corretto stile di vita e, indica, in particolare, le regole per un’alimentazione sana e bilanciata, fondamentale al fine di prevenire l’obesità e quindi la SM.
Il decalogo della prevenzione
(a cura della Commissione CRI del Progetto)
  1. Impara a conteggiare le calorie assunte con il cibo ed a metterle in relazione al tuo fabbisogno e stile di vita.
  2. Distribuisci le calorie giornaliere in 5 pasti: colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, spuntino pomeridiano e cena.
  3. Prediligi i cibi con più carboidrati la mattina e quelli ricchi di proteine il pomeriggio e la sera. E consuma gli alimenti vegetali in grande quantità.
  4. Scegli di preferenza l’olio vergine di oliva per condire le pietanze.
  5. Ricorda che alcuni alimenti come la pasta, il pesce, i vegetali e i legumi sono chiamati “amici del cuore”, perché quasi privi di colesterolo.
  6. Bevi liquidi a sufficienza (almeno un litro e mezzo al giorno) anche durante i pasti e limita l’utilizzo del sale.
  7. Mangia lentamente e con tranquillità, gustando i tuoi pasti.
  8. Svolgi ogni giorno un po’ di attività fisica: 30 minuti di cammino a passo svelto fanno mantenere una forma fisica ottimale; 60 minuti fanno perdere i chili di troppo.
  9. Se ami lo sport, scegli preferibilmente le attività aerobiche, come la corsa lenta, il nuoto e la bicicletta: sono quelle più amiche del tuo cuore e della tua linea.
  10. Sfrutta ogni occasione per muoverti: passeggia il più possibile, vai a fare la spesa o accompagna i figli a scuola a piedi, preferisci le scale all’ascensore, ecc.
L’arte di nutrirsi bene

Una corretta alimentazione è una norma che, giorno per giorno, dobbiamo tutti seguire per mantenere un peso corporeo ottimale e uno stato di salute soddisfacente. Questo significa, in primo luogo, dosare le quantità dei cibi, da assumere in funzione del loro potere calorico, da una parte, e del nostro fabbisogno energetico dall’altra.

In termini di equilibrio fra le varie tipologie di nutrienti, il 55-60 per cento delle calorie deve provenire dai carboidrati (pane, pasta, riso, ecc.), il 25-30 per cento dai grassi e condimenti (olio di oliva e di semi) e il restante 15-20 per cento dalle proteine (carne, pesce, formaggi magri, uova e legumi).

Riguardo ai tempi e alle modalità, è preferibile consumare cinque pasti al giorno con 3-4 ore di intervallo tra loro, assumendo a colazione, pranzo e cena l’80 per cento del fabbisogno calorico e attraverso due spuntini il restante 20 per cento. Meglio, inoltre, consumare carboidrati, specialmente complessi e integrali, nella prima metà della giornata e cibi proteici nella seconda: i carboidrati sono ricchi di energia subito disponibile per l’esercizio fisico giornaliero, mentre le proteine favoriscono il “risanamento” delle cellule durante il riposo notturno.



Da limitare gli alimenti proteici con un alto contenuto di grassi saturi e colesterolo, come alcuni tipi di carne, i latticini e i formaggi, gli insaccati, e aumentare il consumo di pesce e legumi. La stessa prudenza va riservata a dolci, snack, bevande zuccherate e alimenti simili, per il loro elevato indice glicemico (la capacità, cioè, di innalzare repentinamente il tasso di glucosio nel sangue e quindi richiamare un’altrettanto rapida increzione di insulina da parte del pancreas endocrino) e per l’alto contenuto di grassi (trigliceridi), e agli alcolici, per il loro potere calorico non facilmente controllabile.



Anche per i condimenti va fatta attenzione. In generale è preferibile utilizzare l’olio di oliva, meglio se extra vergine, invece del burro, ricco di grassi saturi e colesterolo, e delle margarine, anch’esse troppo ricche di grassi dannosi. Comunque, visto l’elevato potere calorico di questi condimenti, è consigliabile limitarne le quantità (ad esempio, circa 30 grammi di olio al giorno).

Da assumere invece in grandi quantità – almeno mezzo chilo al giorno – frutta, verdura e ortaggi sia crudi sia cotti, in quanto ricchi di minerali, vitamine, sostanze antiossidanti e fibre. Le porzioni giornaliere (preferibilmente 4-5) devono essere variate e multicolori: ogni colore, infatti, indica la presenza di svariati micronutrienti preziosi per l’organismo.

Uno stile di vita attivo

L’attività fisica, intesa come esercizio delle masse muscolari, brucia le calorie assunte con gli alimenti. I muscoli, infatti, consumano carboidrati e grassi di deposito non solo durante lo sforzo fisico, ma anche nelle ore immediatamente successive.

Un impegno fisico adeguato per costruire uno stile di vita attivo è rappresentato da 30-40 minuti di cammino al giorno a passo spedito. Oltre alle passeggiate, un benefico esercizio muscolare può essere svolto sia in palestra, prediligendo le attività aerobiche, sia praticando il nuoto o andando in bicicletta. Ma anche ballare, fare la spesa a piedi o preferire le scale all’ascensore, come pure il gioco all’aperto per i più giovani, possono essere esercizi utili, nel quotidiano, per mantenere il proprio corpo in esercizio.

Si consuma più o meno lo stesso numero di calorie (un po’ meno di 450) ballando oppure giocando a basket o a pallavolo per un’ora, mentre una camminata sui sentieri di montagna è un impegno fisico più importante (circa 600 calorie), quasi quanto un’ora di nuoto o di ciclismo. Anche la somma di tante piccole frazioni di attività (rampe di scala salite, giardinaggio, lavori domestici, camminate regolari, ecc.) porta comunque un beneficio importante, se le azioni sono ripetute con regolarità.

L’attività fisica può – o meglio dovrebbe – essere praticata ad ogni età. Essa, infatti, non solo svolge un ruolo benefico per la prevenzione di alcune malattie metaboliche dell’età matura come il diabete, ma ritarda, in generale, l’invecchiamento attraverso l’inattivazione dei radicali liberi. A chi svolga attività sportive impegnative e non regolari va però ricordato che l’eccesso di lavoro muscolare può stimolare un aumento della produzione di scorie (radicali liberi), con un effetto negativo sul sistema immunitario.



Anche per i condimenti va fatta attenzione. In generale è preferibile utilizzare l’olio di oliva, meglio se extra vergine, invece del burro, ricco di grassi saturi e colesterolo, e delle margarine, anch’esse troppo ricche di grassi dannosi. Comunque, visto l’elevato potere calorico di questi condimenti, è consigliabile limitarne le quantità (ad esempio, circa 30 grammi di olio al giorno).

Da assumere invece in grandi quantità - almeno mezzo chilo al giorno - frutta, verdura e ortaggi sia crudi sia cotti, in quanto ricchi di minerali, vitamine, sostanze antiossidanti e fibre. Le porzioni giornaliere (preferibilmente 4 o 5) devono essere variate e multicolori: ogni colore è segno di diversi micronutrienti preziosi per l’organismo.

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