Questo è stato uno tra i primi lavori sull’utilizzo della polipillola. Wald NJ e Law MR...
...avevano come scopo quello di verificare la capacità di una combinazione di farmaci e vitamine nel ridurre la percentuale di eventi vascolari. Come valutazione dell’efficacia della polipillola si è valutata la diminuzione di incidenza di malattie cardiovascolari e ictus, il numero di anni di vita guadagnati e la prevalenza di effetti avversi. La formulazione della poli pillola era così composta: 1) una statina (atorvastatina 10 mg/die o simvastatina 40 mg/die); 2) tre farmaci antipertensivi (tiazide, beta bloccante, ACE inibitore, ciascuno con un dosaggio pari alla metà del dosaggio standard); 3) acido folico (0.8 mg/die); 4) aspirina (75 mg/die). La stima degli autori è stata di una riduzione di eventi cardiovascolari pari all’88% (dal 84% all’91%) e di ictus dell’80% (dal 71% all’87%) e un terzo circa delle persone con un età superiore a 55 anni avrebbero guadagnato circa 11 anni di vita liberi da eventi cardiocerebrovascolari. Ma chi, secondo Wald e Law doveva assumere la polipillola? I pazienti in prevenzione secondaria, pazienti cioè affetti da angina pectoris, attacchi ischemici transitori, patologie delle arterie periferiche e diabete mellito. Per le persone in prevenzione primaria la discriminante era l’età. La questione di iniziare il trattamento in prevenzione primaria nelle persone con un’età superiore a 50 anni nasce dal fatto che il 96% dei decessi per eventi cardiocerebrovascolari avviene proprio nelle persone con un età superiore a 55 anni.
I commenti a questo articolo sono stati numerosi, i più significativi hanno sottolineato come il concetto di polipillola dipende da due aspetti fondamentali, il primo è la sua capacità di ridurre gli eventi cardiocerebrovascolari e il secondo è che la safety deve essere tale da non necessitare una sorveglianza routinaria. Un commento da non tralasciare è quello che ha evidenziato che la medicina è e dovrebbe rimanere una pratica basata elusivamente sul paziente e le strategie che “dimenticano” l’essenza del lavoro di un medico devono essere “dimenticate”. Da non dimenticare inoltre che la visione che hanno dato Wald e Law è ottimistica, sarebbe bello avere una pillola per tutte le patologie ma bisogna essere cauti per non diffondere ottimismo senza una base.
Fonte:
BMJ 2003;326:1419-23
BMJ 2003; 327:807-810
BMJ 2004; 328:289