Effetti della polipillola (Polycap) sui fattori di rischio in una popolazione di mezza età senza patologie cardiovascolari (TIPS): trial randomizzato, doppio cieco, fase II.
L’aspirina (BMJ 2002; 324:71-86), i beta bloccanti (Prog Cardiovasc Dis 1985; 27:335-71), gli ACE-inibitori (NEJM 2000; 342:145-53) e le statine (Lancet 2005; 366:1267-78) riducono le patologie...
... cardiovascolari. Una pillola che racchiuda tutti questi principi attivi potenzialmente potrebbe ridurre gli eventi cardiovascolari nelle persone in prevenzione secondaria di circa il 75% (Lancet 2002; 360:2-3). Gli autori dello studio TIPS (The Indian Polycap Study) sono partiti da alcune considerazioni: 1) una combinazione di tre farmaci antipertensivi a basso dosaggio riduce in modo significativo la pressione arteriosa; 2) nello studio si è aggiunto acido folico per ridurre l’omocisteina al fine di diminuire gli eventi cardiovascolari; 3) una polipillola così composta hanno stimato essere in grado di ridurre le patologie cardiovascolari di più dell’80%. Partendo da queste considerazioni e per rispondere alle seguenti domande è stato disegnato lo studio TIPS: 1) può una sola pillola dare un effetto sommatoria di tutti gli effetti dei singoli principi attivi presi separatamente?; 2) che grado di riduzione si può raggiungere della pressione arteriosa e del colesterolo LDL in persone con normali livelli di questi fattori di rischio?; 3) può essere tollerata un polipillola formulata con cinque principi attivi?; 4) che interazioni inaspettate possono insorgere quando questi principi attivi sono somministrati in una polipillola?; 5) l’aspirina riduce la risposta pressoria indotta da ramipril, atenololo e idroclorotiazide? Tra il 5 marzo 2007 e il 5 agosto 2008 sono stati arruolati 2.053 soggetti senza patologia cardiovascolare in 50 centri in India, con un’età compresa tra 45 e 80 anni. Queste persone sono state randomizzate all’assunzione della Polycap (n=412), contenente i seguenti principi attivi: tiazide a basso dosaggio (12,5 mg/die), atenololo (50 mg/die), ramipril (5 mg/die), simvastatina (20 mg/die), aspirina (100 mg/die), o ad altri otto gruppi, ciascuno composto da circa 200 soggetti. A tali gruppi si somministrava: solo aspirina, solo simvastatina, solo idroclorotiazide, combinazione di tre farmaci antipertensivi, tre farmaci antipertensivi da soli, tre farmaci antipertensivi con aspirina. Come end point primario è stato considerato la variazione dei livelli di LDL per l’effetto sui lipidi, di pressione arteriosa per i farmaci antipertensivi, di frequenza cardiaca per gli effetti dell’atenololo, di 11 deidrotromboxano B2 urinario per gli effetti antipiastrinici dell’aspirina e la discontinuità nell’assunzione dei farmaci per la safety. I risultati sono di estremo interesse e possono così essere riassunti: 1) nei gruppi che non hanno ricevuto farmaci antipertensivi, la Polycap ha ridotto la pressione sistolica di 7.4 mmHg e la distolica di 5.5 mmHg, riduzione che è simile a quella ottenuta usando i tre farmaci antipertensivi con o senza aspirina; 2) la riduzione della pressione arteriosa aumenta con il numero di farmaci usati (2.2/1.3 mmHg con un solo farmaco; 4.7/3.6 mmHg con due farmaci; 6.3/4.5 mmHg con tre farmaci); 3) la Polycap riduce il colesterolo LDL di 0.70 mmol/L, che è inferiore alla riduzione ottenuta nel gruppo con solo simvastatina (0.83 mmol/L); 4) le riduzioni della frequenza cardiaca con Polycap e negli altri gruppi che utilizzano atenololo sono risultate simili (7 battiti/minuto) e significativamente superiori di quelle registrate nei gruppi senza atenololo; 5) le riduzioni di 11 deidrotromboxano B2 urinario sono state simili se comparate con Polycap e gruppo con i tre farmaci antipertensivi e aspirina e aspirina da sola con gruppi senza aspirina; 6) la tollerabilità di Polycap è risultata simile a quella degli altri trattamenti. Questi risultati indicano che la Polycap potrebbe essere in modo conveniente utilizzata per ridurre i multipli fattori di rischio cardiovascolari. Correttamente gli autori rilevano anche le limitazioni di questo studio: la compliance dei soggetti non sempre è stata perfetta, infatti, il follow up dei valori pressori (4%) o dei valori lipidici (9%) non era disponibile, la scelta di soggetti in prevenzione primaria e con bassi fattori di rischio non ha certo facilitato la compliance, un dosaggio basso di simvastatina (20 mg/die e non 40 mg/die) e in ultimo la popolazione è indiana e non è dato sapere se gli effetti dei farmaci studiati sono simili anche in altri gruppi etnici.
Fonte: (Lancet 2009, 373:1341-51)