Molti studi hanno dimostrato la correlazione tra adiposità e mortalità, ma pochi hanno cercato di correlare la mortalità...
...con la distribuzione del tessuto adiposo. L’obesità addominale è più strettamente correlata al rischio di sviluppare malattie croniche rispetto all’adiposità a livello gluteo e femorale; inoltre la circonferenza addominale è un predittore più significativo dell’indice di massa corporea (BMI). Le linee guida internazionali hanno proposto per la circonferenza addominale nell’uomo e nella donna, rispettivamente, livelli di cut off di 102 e 88 cm.
Pochi studi europei hanno messo in correlazione l’adiposità e la sua distribuzione con la mortalità, perciò questo studio è di fondamentale importanza perché valuta tale correlazione in una larga coorte europea (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition, EPIC). In circa 360mila partecipanti da nove nazioni in ambito EPIC è stata esaminata la relazione tra BMI, circonferenza addominale e rapporto vita/fianchi con il rischio di mortalità. La durata media del follow-up è stata di 9,7 anni, l’età media dei partecipanti era di 51,5±10,4 anni e il 65,4 per cento era costituito da donne. I risultati interessanti sono stati i seguenti:
- I decessi sono stati 14.723;
- i più bassi rischi di mortalità correlati al BMI sono stati osservato per livelli di BMI pari a 25,3 negli uomini e 24,3 nelle donne;
- la circonferenza addominale e il rapporto vita/fianchi sono risultati fortemente correlati al rischio di mortalità;
- i rischi relativi negli uomini e nelle donne nel più alto quintile di distribuzione della circonferenza addominale sono stati pari, rispettivamente, a 2,05 e 1,78, mentre nel più alto quintile di distribuzione del rapporto vita/fianchi sono stati pari, sempre rispettivamente negli uomini e nelle donne, a 1,68 e 1,51;
- l’associazione di un alto valore di BMI con un aumento del rischio di mortalità era più significativa nei giovani uomini rispetto agli uomini più anziani, mentre tale differenza non si evidenziava nel sesso femminile.
Sono doverose alcune considerazioni sulla correlazione tra BMI e rischio di mortalità: essa è infatti rappresentata da una curva a “J”, dove ai valori più bassi di BMI (<18,5) si associa un rischio relativo di mortalità per malattie respiratorie pari a 4,74 (1,16 per neoplasie, 1,09 per malattie cardiocerebrovascolari, 2,97 per altre cause), mentre a valori più alti di BMI (da 25 a 26,5) si associa un rischio relativo di mortalità per malattie cardio-cerebrovascolari pari a 1,13 (1,00 per neoplasie, 0,64 per malattie respiratorie, 1,02 per altre cause).
Gli autori sottolineano correttamente anche i limiti di questo studio: l’analisi potrebbe avere incluso un numero di partecipanti con patologie gravi (i criteri di esclusione comprendevano anamnesi positiva per neoplasia, malattie cardiovascolari e ictus) tale da confondere potenzialmente i risultati ottenuti; l’associazione tra adiposità e rischio di mortalità potrebbe inoltre variare con un
follow-up più lungo; da ultima, la non perfetta omogeneità dei centri partecipanti allo studio.
Lo studio conclude che l’adiposità generale e addominale sono entrambe associate al rischio di mortalità e che, nella gestione del rischio di mortalità, si conferma l’importanza di affiancare al BMI la circonferenza addominale o il rapporto vita/fianchi.
Alberto Lombardi
Fondazione italiana per il cuore
Fondazione Giovanni Lorenzini
Bibliografia
- Pischon T, Riboli E, et al. General and Abdominal Adiposity and Risk of Death in Europe. N Engl J Med 2008; 359: 2105-20