CVD, adolescenti e SM: lo Strong Heart Study 

Alcuni ricercatori statunitensi, in collaborazione con loro colleghi italiani...

...dell’Università “Federico II” di Napoli, hanno condotto uno studio osservazionale su 446 adolescenti americani indiani non diabetici di età compresa tra 14 e 20 anni, individuando ben 111 partecipanti (il 25 per cento del campione) che soddisfacevano i criteri per la diagnosi di sindrome metabolica e identificando in queste persone preoccupanti anomalie morfo-funzionali a livello cardiaco.

I soggetti con sindrome metabolica avevano un indice di massa corporea (BMI) medio molto alto (37, indicatore di obesità grave, rispetto a 26 dei soggetti senza la sindrome) e una prevalenza di ipertensione del 16 per cento (contro il 4 per cento dei soggetti senza sindrome), con valori medi della pressione arteriosa di 120/75 contro 111/69 mmHg. Il profilo dei lipidi plasmatici era in linea con i criteri diagnostici della sindrome, con trigliceridemia più elevata e colesterolemia HDL più bassa tra gli adolescenti affetti dalla sindrome rispetto ai non affetti. Anche la colesterolemia LDL, benché nei limiti di norma (95 mg/dL), era più alta fra i soggetti con sindrome metabolica rispetto al gruppo di controllo senza sindrome. L’insulinemia, come atteso, era circa doppia tra i soggetti con sindrome rispetto ai controlli (28 vs 13 IU/mL), così come l’HOMA index (indicatore di resistenza all’insulina).

Il rilievo forse più sorprendente dello studio deriva però dall’analisi di alcuni parametri morfologici e funzionali cardiaci, dai quali si evince che i partecipanti con sindrome metabolica, nonostante la giovanissima età (in media 17 anni), erano già portatori di anomalie cardiache di rilievo, con una prevalenza assai più elevata di ipertrofia ventricolare sinistra (43 vs 12 per cento) e dilatazione dell’atrio sinistro (63 vs 22 per cento) e alterazioni indicative di una riduzione della performance miocardica, sia sistolica sia diastolica.

L’obesità era la componente della sindrome metabolica che correlava in modo più netto con la dilatazione atriale sinistra [rischio relativo (RR) 26, intervallo di confidenza (IC) al 95% 10-66], mentre la sindrome metabolica nel suo complesso si associava a un aumento del rischio di 2,3 volte (IC 95% 1,14-4-73). Anche l’ipertrofia ventricolare sinistra correlava soprattutto con la presenza di obesità (RR 12, IC 95% 4-34), mentre il rischio associato alla sindrome nel suo complesso era pari a 2,7 volte (IC 95% 1,21-5,44).

Lo studio suggerisce per la sindrome metabolica un ruolo nell’indurre un danno morfo-funzionale a livello cardiaco evidente già in età adolescenziale, sottolineando come, a questo proposito, l’obesità sia il parametro con maggiore peso predittivo. Lo studio sottolinea anche l’evidente esigenza di intervenire tempestivamente sui giovani portatori della sindrome con obiettivi di natura preventiva.

Andrea Poli
Nutrition Foundation of Italy
Fondazione italiana per il cuore


Bibliografia
  1. Chinali M, de Simone G, Roman MJ, Best LG, Lee ET, Russell M, Howard BV, and Devereux RB. Cardiac Markers of Pre-Clinical Disease in Adolescents With the Metabolic Syndrome: The Strong Heart Study. J Am Coll Cardiol 2008; 52: 932-8

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