La Camera della Moda fa anche prevenzione
Nell’ambito della collaborazione ormai instaurata da tempo con la Camera della Moda, la Fondazione Giovanni Lorenzini...
...e la Fondazione italiana per il Cuore sono state invitate ad allestire uno stand durante le recenti sfilate di settembre, come parte del progetto Red Dress Italia che le due Fondazioni stanno portando avanti con impegno e dedizione da più di un anno. L’iniziativa ha riscosso nel suo complesso un successo significativo: sono state infatti 66 le persone che si sono presentate allo stand e che hanno potuto e voluto approfittare dell’opportunità di parlare in modo franco e rilassato (per 40 minuti cadauna: questa infatti è stata la media di ogni incontro) con i medici specialisti presenti.

In determinati orari le due Fondazioni hanno anche offerto la possibilità ai visitatori e agli addetti ai lavori di genere femminile di sottoporsi a un prelievo di sangue mediante una piccola puntura sul polpastrello di un dito, per ottenere il profilo lipidico (colesterolo totale, C-LDL, C-HDL, trigliceridi). Essendo le due Fondazioni impegnate anche nello studio, interpretazione e valutazione della sindrome metabolica, alle persone che si sono sottoposte a questo prelievo sono state misurate anche la pressione arteriosa e la circonferenza addominale, per avere il quadro più completo possibile del rischio cardiovascolare globale del soggetto, compatibilmente con l’ambiente in cui queste misurazioni sono state eseguite. In questa ottica, durante l’approfondito colloquio, le persone hanno risposto anche a domande inerenti la storia familiare di eventi cardiovascolari (presenza in famiglia di infarto, ictus), la storia personale (presenza di ipertensione e ipercolesterolemia), la presenza o meno di menopausa, il fumo e lo svolgimento di attività fisica regolare. A tutti sono stati offerti consigli sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari con particolare attenzione allo stile di vita (alimentazione ed esercizio fisico).

Le due Fondazioni hanno inoltre realizzato un
flyer per spiegare quali sono i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari offrendo semplici consigli per una sana e corretta alimentazione e una regolare attività fisica. In questo
flyer le persone dovevano anche compilare un questionario intitolato “Conosci i tuoi numeri?”. Con questa iniziativa la Fondazione Giovanni Lorenzini e la Fondazione italiana per il Cuore hanno voluto evidenziare come sia importante che i singoli soggetti conoscano i propri “numeri”, ossia colesterolo totale, C-LDL, C-HDL, trigliceridi, glicemia a digiuno, pressione arteriosa e circonferenza addominale perché, uniti con la storia personale e familiare, determinano il rischio che ha la persona di incorrere in malattie cardiovascolari.

I prelievi di sangue e la misurazione della pressione arteriosa e della circonferenza addominale sono stati realizzati grazie alla presenza di cardiologi. Lo scopo delle giornate era infatti quello di incontrare le persone in un luogo e in un’atmosfera molto lontani dal concetto di malattia, sensibilizzandole non solo ai fattori di rischio, ma anche e soprattutto alla prevenzione e alla sua efficacia. Nelle situazioni in cui i parametri sono risultati alterati, il medico ha invitato la donna a contattare il proprio medico curante con i risultati del prelievo effettuato, per programmare il percorso diagnostico più opportuno.
Riportiamo ora alcuni dati riassuntivi di questo evento. Se consideriamo i livelli desiderabili (vedi
flyer), il colesterolo totale è risultato >200 mg/dL nel 46,9 per cento dei casi, il C-LDL >100 mg/dL nel 69,7 per cento, il C-HDL <40 mg/dL nel 31,8 per cento, i trigliceridi >150 mg/dL nel 9 per cento, la pressione è risultata nel 46,9 per cento dei casi superiore a 120/80 mmHg (questo dato può essere stato inficiato dal cosiddetto “effetto camice bianco”) e la circonferenza addominale è risultata >80 cm nel 62,1 per cento. Questi dati sono poco significativi dal punto di vista statistico, ma si possono evidenziare alcune considerazioni finali, ben riassunte dallo slogan “Prevenzione, prevenzione, prevenzione: perché una donna sana significa una famiglia sana e una famiglia sana significa una società sana”.
In particolare, bisogna insistere sullo stile di vita corretto, su un’alimentazione sana, sull’esercizio fisico, sull’astensione dal fumo e sulla responsabilità personale, senza la quale ogni sforzo è vano. I dati invitano a ribadire come sia importante per il singolo individuo conoscere i propri numeri, perché è solo da tale conoscenza che si può determinare il rischio cardiometabolico e soprattutto si può impostare un percorso che riporti i valori il più possibile vicino a quelli desiderabili. In questo percorso l’attore principale è indubbiamente il singolo individuo, perché è da lui che deve nascere la voglia di adottare e mantenere nel tempo un corretto stile di vita. Oltre alla responsabilità individuale, accanto al ruolo del medico va ovviamente evidenziato anche quello delle istituzioni, a qualsiasi livello, che devono supportare il singolo individuo nelle sue scelte di vita sana.