I fattori di rischio e le MCV nei pazienti diabetici (Parte II) 

Evidenza clinica della gestione lipidica nei pazienti diabetici
di Alberico Catapano, Director Center of Pharmacoepidemiology and Pharmacoutilization, University of Milan, Italy...

...Più di 170 milioni di persone nel mondo sono affette da diabete mellito e questo numero è previsto in aumento nei prossimi anni. Il rapido incremento della prevalenza è principalmente attribuibile all’aumentata incidenza del diabete tipo 2, dovuto all’aumento di sovrappeso e obesità. Dal momento che entrambe le forme di diabete sono associate a un significativo incrementato rischio di aterosclerosi vascolare, identificare i trattamenti per una prevenzione dei maggiori eventi occludenti vascolari è una priorità di sanità pubblica. 
Entrambe le forme di diabete sono associate a dislipidemia, ma con quadri differenti. Nel diabete tipo 2 la concentrazione di trigliceridi è elevata e la concentrazione di HDL è bassa, mentre nel diabete tipo 1 i trigliceridi sono bassi. In entrambe le forme la concentrazione del colesterolo LDL è simile alla media della popolazione, anche se questo pattern può mascherare un aumento delle LDL piccole e dense.
Studi osservazionali in diverse popolazioni hanno dimostrato una relazione lineare tra i livelli di LDL e il rischio di malattie coronariche. Per esempio in circa 360.000 uomini che sono stati studiati per il Multiple Risk Factor Intervention Trial (MRFT) la riduzione di 1 mmol/L di colesterolo totale corrispondeva una riduzione del 1-2% di mortalità, indipendentemente dal valore del colesterolo al momento dell’arruolamento. Nei 5.000 uomini che avevano una storia di diabete al momento dell’arruolamento, la relazione tra colesterolo e rischio di mortalità per patologia coronarica era dalle tre alle cinque volte maggiore rispetto a quella delle persone non diabetiche.
La terapia ipolipemizzante ha effetti favorevoli indipendentemente dai livelli iniziali di colesterolo LDL e la sua efficacia è direttamente proporzionale con il decremento delle LDL. Questa relazione è vera anche nella popolazione diabetica che beneficia in maniera significativa del trattamento ipolipemizzante.










18 Dicembre 2009


Tratto da cardiometabolica.org, un sito a cura della Fondazione Italiana per il cuore realizzato grazie ad un educational grant della Fondazione Giovanni Lorenzini.