Efficacia delle statine nei soggetti diabetici
Commento a “Cholesterol Treatment Trialists’ (CTT) Collaborators. Efficacy of cholesterol-lowering therapy in 18 686 people...
...with diabetes in 14 randomised trials of statins: a meta-analysis. Lancet 2008; 371: 117-25.
Il diabete mellito è considerato una vera e propria emergenza sanitaria a causa della sua elevata prevalenza, destinata ad aumentare ulteriormente nei prossimi anni. Sia il diabete tipo 1 (DT1) sia il tipo 2 (DT2) presentano un maggior rischio di malattie aterosclerotiche, per cui è prioritario identificare trattamenti efficaci per prevenire gli eventi cardiovascolari. Nel DT2, la dislipidemia tipica è l’aumento dei trigliceridi con riduzione del colesterol-HDL (c-HDL), mentre nel DT1 i trigliceridi sono generalmente più bassi rispetto ai pazienti con DT2, con c-HDL a valori medi o elevati. In entrambi i tipi di diabete, le concentrazioni di colesterolo-LDL (c-LDL) sono simili alla popolazione normale, ma questa apparente normalità maschera l’aumento delle particelle di LDL piccole e dense, particolarmente aterogene.
Studi effettuati su numerose popolazioni hanno mostrato una correlazione lineare tra concentrazione di c-LDL e rischio coronarico. Nello studio MRFIT (1), per esempio, a ogni riduzione di 1 mmol/L (circa 39 mg/dL) di colesterolemia totale si associava una diminuzione del 50 per cento del rischio di morte per cardiopatia ischemica nei circa 360mila uomini studiati. Di questi, 5.000 erano diabetici: la correlazione tra mortalità coronarica e colesterolemia era simile, ma il rischio assoluto di mortalità coronaria era da tre a cinque volte più elevato rispetto ai non diabetici (2). Il gruppo CTT che ha redatto questo articolo aveva già pubblicato i risultati sull’efficacia della terapia ipocolesterolemizzante nella popolazione generale (3) evidenziando come la riduzione di 1 mmol/L di colesterolo diminuisce il rischio di eventi cardiovascolari maggiori di circa il 20 per cento, indipendentemente dai livelli basali di colesterolemia. C’erano, però, scarse informazioni sugli effetti distinti su singoli eventi cardiovascolari (infarto miocardico, morte per coronaropatia, ictus, necessità di rivascolarizzazione miocardica) ed efficacia della terapia ipocolesterolemizzante anche in diabetici senza malattia aterosclerotica: per questo sono stati analizzati i dati dei 18.686 diabetici partecipanti ai 14 trial della metanalisi CTT (tabella I).

Tabella I: elenco degli studi considerati nella metanalisi con numero e tipologia dei diabetici e dei non-diabetici. *Sono inclusi 13 partecipanti con diabete di tipo non specificato
I
pazienti diabetici hanno mostrato una
riduzione del 9 per cento nella mortalità per tutte le cause (p=0,02)
per ogni riduzione di 1mmol/L di c-LDL, simile al 13 per cento osservabile nei soggetti non diabetici (p<0,0001). Nei diabetici si è avuta una
riduzione della mortalità da coronaropatia (0,88; p=0,03)
e per tutte le cause (0,87; p=0,008). Non si sono osservate differenze sulla mortalità non cardiovascolare nei diabetici e nei non-diabetici con l’utilizzo di statine (
figura 1).

Figura 1: effetti proporzionali sulla mortalità per specifiche cause per riduzione di 1 mmol/L di c-LDL in partecipanti con e senza diabete
Tra i
diabetici vi è una significativa
riduzione del 21 per cento dell’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori per ogni mmol/L di riduzione di c-LDL (p<0,0001), pari al 21 per cento di riduzione osservata nei non diabetici (
figura 2). Nei diabetici si è osservata anche una significativa riduzione di eventi coronarici maggiori (22 per cento, p<0,0001), rivascolarizzazioni coronariche (25 per cento, p<0,0001), ictus (21 per cento, p<0,0002): tali effetti erano simili a quanto osservato nei non diabetici.

Figura 2: effetti proporzionali sugli eventi vascolari maggiori per ogni riduzione di 1mmol/L di c-LDL nei partecipanti con e senza diabete
Il gran numero di eventi vascolari maggiori (n=3.247) rilevati nei diabetici ha permesso di valutare l’effetto della riduzione di c-LDL in distinti sottogruppi. Tra i diabetici, quindi, la riduzione proporzionale di circa un quinto di eventi vascolari maggiori per ogni mmmol/L di c-LDL era del tutto sovrapponibile sia che fosse presente o meno una malattia vascolare (cioè coronaropatia, patologia cerebrovascolare o arteriopatia periferica;
figura 3).

Figura 3: effetti proporzionali sugli eventi vascolari maggiori per ogni riduzione di 1mmol/L di c-LDL in partecipanti con e senza diabete secondo la storia di malattia vascolare
Nei 6.956 soggetti con diabete e storia di malattia vascolare gli effetti del trattamento con statina erano simili in soggetti con coronaropatia (-18 per cento, p<0,0001) o con altre patologie vascolari (-20 per cento, p<0,02). Negli 11.730 partecipanti con diabete, ma senza storia di vasculopatia, gli effetti del trattamento con statina erano simili tra gli ipertesi (-25 per cento, p<0,0003) e i normotesi (-31 per cento, p<0,0001).
L’incidenza di eventi vascolari maggiori è stata ridotta di circa il 20 per cento per ogni mmol/L di c-LDL in tutti i sottogruppi dei diabetici esaminati (
figure 4 e 5). L’effetto proporzionale era simile, indipendentemente da diverse caratteristiche (tipo di diabete, sesso, età, trattamento per ipertensione, indice di massa corporea, pressione sistolica o diastolica, fumo, funzione renale). Stratificando i partecipanti secondo il rischio annuo stimato per eventi vascolari maggiori, la riduzione di ogni mmol/L di c-LDL era simile in ognuno delle tre categorie di rischio (<4,5 per cento, 4,5-8,0 per cento e >8,0 per cento l’anno). C’è qualche limitazione nell’evidenza diretta del beneficio nei 1.466 diabetici tipo 1 (-21 per cento, p=0,01), ma negli altri sottogruppi la riduzione proporzionale era statisticamente significativa (per tutti: p<0,01;
figura 4).

Nei pazienti diabetici, la riduzione proporzionale di eventi vascolari maggiori di un quinto per ogni riduzione di 1mmol/L di c-LDL era simile per ogni sottogruppo in base alla lipemia basale, stratificata secondo colesterolemia totale, c-LDL, c-HDL, trigliceridemia e rapporto LDL/HDL (
).