Differenze di genere: ictus e disabilità 

L’ictus nella donna è un problema emergente di sanità pubblica...

...Il primo report sul “lifetime risk” (LTR) di ictus basato sulla coorte del Framingham Study ha stimato che 1 donna su 5 e che 1 uomo su 6 che ha raggiunto l’età di 55 anni senza ictus svilupperà ictus durante il resto della sua vita (Stroke 2006; 37:345-350). Lo scopo di questo studio è stato quello di esplorare le differenze di genere nell’incidenza di ictus, nell’incidenza cumulativa, nella severità e nella disabilità post ictus nel Framingham Heart Study (FHS), basato su dati di un follow up di 56 anni. Sono stati seguiti fino all’evento i partecipanti al Framingham Original (n=5119; 2829 donne) e la coorte Offspring (n=4957; 2565 donne) con un’età di 45 anni e in prevenzione primaria. Il grado di disabilità è stata verificata con la scala ADL (activities of daily living scale). Gli autori hanno osservato 1136 ictus (638 nelle donne) durante il follow up. Le donne sono statisticamente più anziane (75.1 vs 71.1) al momento dell’ictus, hanno un’incidenza di ictus maggiore al di sopra degli 85 anni, minore nelle altre fasce di età, e in tutte le età hanno un maggiore LTR. Non c’è una differenza di genere statisticamente significativa nel tipo di ictus, nella severità dell’ictus e nella fatalità. Le donne sono significativamente più disabili prima dell’ictus e nella fase acuta nel vestirsi (59% vs 37%), nell’igiene (57% vs 34%) e nei trasferimenti letto sedia (59% vs 35%). Da 3 a 6 mesi dopo l’ictus le donne sono più disabili, da sole e istituzionalizzate. Questi dati supportano le differenze di genere nell’incidenza di ictus, nel LRT, nell’età di comparsa del primo evento, nella disabilità post ictus e nell’istituzionalizzazione. 

Fonte: Stroke 2009; 40:1032-1037

 

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